Un’altra lista di metà anno.

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Un’altra lista di metà anno.

E’ appena finito giugno, il sesto mese. Se un anno solare fosse una partita di calcio saremmo all’intervallo. L’intervallo è il momento delle statistiche. Di chi sta giocando meglio, di quale delle due squadre ha più possesso palla, di chi ha fatto più tiri in porta, di chi ha commesso più falli e così via. Insomma sarebbe il momento di tirare qualche somma. Quindi ecco la lista dei miei nove album preferiti di questo primo tempo 2014. Nove perché dieci sarebbe stato banale.

Damien Jurado_Brothers and Sisters of the Eternal Son

Un disco di musica folk, del 2014. Un po’ fighetto, con suoni acustici, cori in falsetto, code importanti e psichedeliche. Se avete conosciuto Bon Iver con il suo omonimo secondo disco potrebbe piacervi anche quest’ultimo lavoro del cantautore di Seattle. Tra l’altro ha suonato a Milano. E me lo sono perso. La mia canzone preferita del disco è:

Elbow_The Take Off and Landing of Everything

Eccoli, i più teneri d’Inghilterra. Il gruppo di Salford è uscito nel 2014 con il suo album più complesso. Brani lunghi e compositi. Tra l’altro scritti da ciascun membro della band. Guy Garvey sempre ciccio, come al solito. Se in macchina con vostro padre vi è mai capitato di sentire qualcosa di Peter Gabriel, e vi è piaciuto, vi consiglio l’ascolto di questo disco. Ah e, nel caso vi piaccia molto, ad agosto suonano a Firenze. Così, per informazione. La mia canzone preferita del disco è:

Sharon Van Etten_Are We There

Quello della Van Etten è un disco abbastanza cupo, piatto, ma di una noia che nasconde un’inquietudine profonda. La cantautrice di Brooklyn si lamenta parecchio in questo suo disco, a volte si dispera proprio. Come nel brano “Your Love is Killing Me”. Non è per niente un disco estivo, anche se è uscito a giugno. Come direbbe Paolo Ziliani nelle sue pagelle: crepuscolare. La mia canzone preferita del disco è:

Tinariwen_Emmaar

Ecco, loro sono dei Tuareg. I nomadi del Sahara. Fanno una sorta di Blues del deserto e vengono dal Mali. Qualche anno fa è scoppiata la guerra, nel Mali, e il leader del gruppo non ha potuto proseguire il tour perché trattenuto nel suo paese per questioni politiche. Per le stesse ragioni la band ha dovuto registrare il disco a Joshua Tree negli Stati Uniti, dal deserto africano a quello della California. Questo è un disco da viaggio, da ascoltare in autostrada. La mia canzone preferita del disco è:

The War on Drugs_Lost in the Dream

Questo disco vince, a mani basse, il primato come miglior disco dell’anno. Un misto tra classica musica rock americana e ritmiche motorik alla Neu!. É il terzo della band di Philadelphia ed il loro migliore, il più maturo. Se vi piacciono Springsteen, Dylan e i Dire Straits date un ascolto a questo album. Consigliatissimo. Loro suonano a Sestri Levante in luglio. La mia canzone preferita del disco è:

Amen Dunes_Love

Il terzo disco di Damon McMahon è un misto di musica folk, blues e psichedelia a la Velvet Underground. Suoni dilatati, voce lontana e ritmi ossessivi, con un piglio molto lo-fi. Un disco da ascoltarsi in una giornata di pioggia. La mia canzone preferita del disco è:

Beck_Morning Phase

A proposito di lo-fi, Beck è tornato nel 2014 con il suo ennesimo disco. Come in “Sea Change” le atmosfere sono acustiche, ma in questo caso più mattutine e solari. Molto simile nei suoni a “Fear Fun” di Father John Misty, artista del quale Beck si è anche avvalso durante qualche show televisivo. La mia canzone preferita del disco è:

Sun Kil Moon_Benji

“Benji” è un disco acustico, molto cantato e un po’ pesante. É un disco da ascoltare bene, perché Mark Kozelek nei suoi dischi racconta delle storie. In “Benji” racconta le sue di storie. Proprio le sue. Canta della cugina morta in un incidente domestico, canta di sua madre e di suo padre, della vita di tutti i giorni con la fidanzata, insomma canta dei fatti suoi. E lo fa molto bene. La mia canzone preferita del disco è:

Bruce Springsteen_High Hopes

Ok questo lo dovevo mettere per forza. Ne ho parlato qui un bel po’ di tempo fa oramai. Bruce è sempre Bruce e se fa un nuovo disco non può non far parte dei preferiti dell’anno. Tra l’altro, a differenza di quanto avevo pronosticato, non è venuto a suonare in Italia. Il maledetto. Va beh questa è la mia canzone preferita del disco: